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Seleucidis melanoleucus
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Contents
• Aspetto
• Biologia
• Note
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Etimologia
Il nome del genere, mwggSeleucidis, si riferisce ai mwgwSeleucidi, mentre il mwhanome scientifico della specie, mwhqmelanolauca, deriva dall'unione delle parole mwhggreche mwhwμέλανος (mwiamélanos, "nero") e mwiqλευκόν (mwiglefkón-mwiwleukón, "bianco"), "bianco e nero", in riferimento alla livrea di questi uccelli da morti, in quanto il giallo del ventre sbiadisce molto in fretta dopo il decesso dell'animale.
Descrizione
Dimensioni
Misura 33–35mwkw cm di lunghezza, per 160-217 g di pesocite-ref-hbw-3-0[3]: a parità d'età, i maschi sono più pesanti delle femmine, che però possiedono coda più lunga.
Aspetto
A prima vista, le paradisee dalle dodici penne possono ricordare un grosso mwngmerlo: la testa è piccola, con becco lungo e sottile (che nel maschio è ricoperto di penne per il terzo prossimale nella parte inferiore, dando l'impressione di una "barbetta) ed ali arrotondate.
In questa specie è presente un netto mwoadicromatismo sessuale: le femmine, infatti, presentano testa nera con guance e gola biancastre, dorso, ali e coda di color bruno-cannella, petto, ventre e sottocoda biancastri con le singole penne orlate di bruno scuro a dare un effetto ondulato. I maschi, invece, presentano testa, petto, ali e dorso di colore nero sericeo, con evidenti riflessi purpurei: ai lati del petto le penne sono orlate di verde iridescente, mentre ventre, fianchi e codione presentano penne allungate e vaporose di colore giallo zolfo. Su ciascun fianco vi sono sei penne filiformi e molto lunghe che vengono tenute ripiegate all'indietro verso la coda, alle quali questi uccelli devono il proprio mwoqnome comune. In ambedue i sessi gli occhi sono rossi e circondati da una zona di pelle nuda che si estende assottigliandosi fino all'orecchio: il becco è nerastro e le zampe sono di colore carnicino.
Biologia
Si tratta di uccelli dalle abitudini tendenzialmente diurne e solitarie: essi passano la maggior parte del tempo alla ricerca di cibo nella mwpacanopia, pronti a rifugiarsi nel folto della vegetazione al minimo accenno di pericolo.
Alimentazione
La dieta della paradisea dalle dodici penne è prevalentemente mwpwfrugivora, basandosi sui frutti di mwqapandano ed altra frutta matura: essa comprende però anche una buona percentuale di piccoli mwqqanimali, siano essi mwqginsetti, piccoli mwqwinvertebrati o anche piccoli mwravertebrati come mwrqscinchi e mwrgrane. Questi uccelli sono stati inoltre spesso osservati mentre si nutrivano di mwrwnettarecite-ref-hbw-3-1[3].
Riproduzione
La stagione riproduttiva di questi uccelli sembra subire variazioni secondo l'areale preso in considerazione (es. gennaio-novembre nel sud-est, giugno-gennaio nel nord-ovest), comprendendo però la gran parte dell'annocite-ref-hbw-3-2[3].
Si tratta di uccelli mwvwPoligini e che si esibiscono in mwwamwwqlek: i maschi scelgono dei posatoi verticali ben esposti nella foresta (ad esempio alberi spezzati, pali o rami verticali), che provvedono a pulire accuratamente da foglie ed altro materiale. Da qui, essi attraggono le femmine con richiami nasali, accompagnati dal battito delle ali: al sopraggiungere di una femmina interessata, il maschio cerca il contatto fra il suo becco ed il proprio, per poi dare il via alla parata nuziale vera e propria. Questa consiste in una sorta di mwwgmwwwlap dance in cui il maschio si muove su e giù lungo il posatoio dando le spalle alla spasimante (che dal canto suo tiene la testa molto vicina al dorso, fra le vibranti penne filiformi della coda del maschio), ondeggiando lentamente la coda a destra e sinistra e contemporaneamente girando la testa nella direzione opposta, per poi infine girarsi verso di lei con le penne del petto arruffatecite-ref-4[4]: a questo punto, la femmina può farsi montare oppure allontanarsi ed osservare altri maschi, per poi scegliere solo in un secondo momento con quale accoppiarsi.
Dopo l'mwyqaccoppiamento, i due si separano: il maschio riprende ad esibirsi per attrarre nuove femmine, mentre la femmina si occupa in solitudine della costruzione del nido a coppa, nella cova delle 1-2 uova (che dura circa 20 giorni) e delle cure parentali verso i nidiacei.
Distribuzione e habitat
Con areale piuttosto frammentato, la paradisea dalle dodici penne è diffusa in tutta la mwzaNuova Guinea (fatta eccezione per la zona centrale montuosa) e sulla vicina isola di mwzqSalawati.
L'mwzwmwaahabitat di questi uccelli è rappresentato dalla mwaqforesta pluviale primaria e secondaria di pianura, spesso occupando le aree mwagpaludose e sommerse stagionalmentecite-ref-hbw-3-3[3].
Tassonomia
Se ne riconoscono due mwdgsottospeciecite-ref-ioc-2-1[2]:
• mwfqSeleucidis melanoleucus melanoleucus, la sottospecie nominale, diffusa in tutto l'arale occupato dalla specie, meno che nella parte settentrionale della Nuova Guinea;
La paradisea dalle dodici penne è classificata in un proprio mwhagenere monotipico, mwhqSeleucidis, che nell'ambito della mwhgfamiglia mwhwParadisaeidae forma un mwiaclade basale rispetto al gruppo formato da mwiqmwigDrepanornis, mwiwmwjaSemioptera e mwjqmwjgPtiloris-mwjwmwkaLophorinacite-ref-tif-5-0[5].
Ne è nota l'mwlgibridazione con l'mwlwuccello fucile magnifico (ibrido classificato come specie a sé stante col nome di mwmaCraspedophora mantoui mwmqmwmgOustalet, 1891), con la mwmwparadisea minore (ibrido inizialmente classificato come mwnaParadisaea mirabilis mwnqmwngReichenow, 1901)cite-ref-6[6]cite-ref-iredale-7-0[7].
Note
cite-note-iucn-11. mwrq(mwrgmwrwEN) BirdLife International 2012, mwsamwsqSeleucidis melanoleucus, su mwsgmwswIUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, mwtaIUCN, 2020.
cite-note-ioc-22. ↑ mwuw(mwvamwvqEN) F. Gill e D. Donsker (a cura di), mwvgmwvwFamily Paradisaeidae, in mwwaIOC World Bird Names (ver 14.2), International Ornithologists’ Union, 2024. mwwqURL consultato il 7 maggio 2014.
cite-note-hbw-33. ↑ mwyw(mwzamwzqEN) mwzgmwzwTwelve-wired Bird-of-paradise (Seleucidis melanoleucus), su mw0aHandbook of the Birds of the World. mw0qURL consultato il 30 marzo 2016.
cite-note-tif-55. ↑ mw4a(mw4qmw4gEN) mw4wmw5aParadisaeidae: Birds-of-paradise, su mw5qTiF Checklist. mw5gURL consultato il 30 marzo 2016.
cite-note-iredale-77. ↑ mw8gIredale, Tom, mw8wBirds of Paradise and Bower Birds, Georgian House, 1950.
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Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) 12-wired bird-of-paradise, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefavibaseSeleucidis melanoleucus, su Avibase.
• citerefcatalogue-of-life(EN) Seleucidis melanoleucus, su Catalogue of Life.
• citerefgbif(EN) Seleucidis melanoleucus, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
• citerefitis(EN) Seleucidis melanoleucus, su ITIS.
• citerefiucn(EN, JA, FR, ES) Seleucidis melanoleucus, su Lista rossa IUCN.